Cos’è il 5G (e perché è importante)

Cos’è il 5G (e perché è importante)

Ovunque, in tv e su Internet, avrai sentito parlare del fantomatico 5G. Probabilmente avrai già capito che si tratta di qualcosa legato alle connessioni Internet mobili, ma di cosa stiamo parlando di preciso? E perché è importante, visto che abbiamo appena concluso una lunga transizione al 4G, che è già molto potente?

La Rete mobile per come la conosciamo ora è strutturata in sostanza per accogliere una tipologia di dispositivi: gli smartphone (e, in modo simile, i tablet), se ignoriamo apparecchi come antifurti, navigatori e simili, che però hanno un impatto trascurabile sulla quantità di dati scambiati.

Il 5G invece è immaginato per il futuro. Siamo in procinto, infatti, di un cambiamento paradigmatico nella connettività: il cosiddetto mondo IoT (Internet of Things, l’Internet delle Cose) è sulla via di esplodere. Dispositivi sempre più intelligenti e connessi, automobili a guida autonoma, semafori, luci, e tanti altri apparecchi che saranno affamati di banda e di accesso alla Rete.

La nuova generazione di infrastruttura mobile non sarà quindi più avanzata solo dal punto di vista della velocità, ma anche rispetto a due altri importanti fattori: densità e latenza. Il primo termine si riferisce a quanti dispositivi possono essere collegati in una certa zona: chiunque sia stato a un concerto sa che la rete mobile ha la tendenza a darsi alla macchia quando ci sono molte persone racchiuse in uno stesso luogo. Il 5G promette una densità fino a un milione di dispositivi per chilometro quadrato. Anche se questo dato fosse nella realtà inferiore, come è immaginabile, sarebbe comunque sufficiente a risolvere tutti i problemi legati ai grandi assembramenti, oltre alle esigenze di connessione di tutti gli apparecchi intelligenti personali e pubblici. Un’altra funzionalità, inoltre, consentirà di focalizzare i segnali dirigendoli verso specifici apparecchi, in modo da non inviare tutte le onde in maniera omnidirezionale, aumentando ulteriormente l’efficienza.

La latenza invece si riferisce a quanto tempo ci mette il segnale a essere trasmesso e dipende oltre che dalla velocità della luce (e quindi dalla distanza tra mittente e destinatario) anche da altri ritardi introdotti dai sistemi coinvolti. Di norma varia tra qualche millisecondo e poche decine. Può sembrare un tempo già infinitamente basso, ma immaginate un’auto a guida autonoma che deve prendere una decisione in una situazione di emergenza: anche uno o due millisecondi possono fare la differenza tra vita e morte del passeggero. Il 5G punta ad abbassare la latenza fino a 1 millisecondo.

Considerato quindi l’impatto di questo aggiornamento all’infrastruttura, è comprensibile come sia importante che il passaggio avvenga con molta cura e senza che nulla sia trascurato, soprattutto in relazione agli accordi internazionali di cui si sente tanto parlare. Dobbiamo quindi di nuovo buttare i nostri smartphone appena acquistati? No, sebbene già in sperimentazione in alcune aree del mondo (e no, nessun uccello è morto), il 5G inizierà a essere introdotto soltanto nel 2020, e si stima una piena diffusione non prima del 2025. C’è tempo, quindi, per abituarsi anche a questa novità!


Vuoi migliorare il tuo rapporto con la tecnologia, o hai un problema da risolvere?

PRENOTA UN INCONTRO GRATUITO

 

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Il Portiere Digitale è un'idea di ReAgire a.p.s. e Daniele Savi - http://sonodaniele.it - Partita IVA: 10211100960

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: