Deep e Dark Web: esploriamo gli abissi della Rete

Deep e Dark Web: esploriamo gli abissi della Rete

Il Web è ormai parte della nostra vita più di quanto pensiamo. Siamo sempre più dipendenti dalle ricerche su Google, dalle app che utilizziamo ogni giorno, dai messaggini che scambiamo con i nostri amici.
Come una grande metropoli, anche Internet ha le sue zone ricche, trafficate e luminose, così come quartieri meno visitati o oscuri. Spesso anche sui giornali si fa molta confusione sull’argomento, confondendo termini come deep web e dark web. Se hai voglia di seguirmi in questo breve viaggio, ti spiegherò quali sono i luoghi meno noti della Rete.

Il Deep Web: la periferia che non esiste sulle mappe.

I motori di ricerca come Google sono come una mappa, che consente di trovare le località sparse nella Rete. Senza di essi, non sapresti dove andare. L’operazione tecnicamente si chiama indicizzazione. Come funziona un motore di ricerca? Semplificando molto (mi scusino gli esperti), quando il software di Google visita un nuovo sito, cerca tutti i link presenti nella pagina e li segue, proseguendo in modo ricorsivo finché non giunge alla fine della catena. Non sempre, con questo metodo, è però possibile indicizzare tutte le pagine presenti nel Web, vuoi perché non sono raggiungibili tramite link su altre pagine, vuoi perché sono parti di siti ormai in disuso. Oppure semplicemente perché i motori di ricerca non ci sono ancora arrivati.
Il Deep Web è questo: non per forza qualcosa di illegale, ma di fatto una periferia nascosta della città, che non sempre è facilmente raggiungibile.

Il Dark Web: la Corte dei Miracoli.

Chi ha visto il famoso musical Notre-Dame de Paris ricorderà la bellissima sequenza della Corte dei Miracoli, dove si riuniscono ladri, assassini, e in generale emarginati sociali.
Il Dark Web è un po’ questo: una parte del Deep Web tenuta nascosta in modo intenzionale, grazie a tecnologie di anonimizzazione che consentono a chiunque di scambiarsi messaggi, materiale e visitare siti senza la possibilità di essere tracciati e identificati, dalle forze dell’ordine o da altri soggetti più o meno raccomandabili.
Navigando nel Dark Web si incontrano chat dove pedofili si scambiano foto e video pedopornografici, siti dove è possibile acquistare carte di credito clonate, stupefacenti, o assoldare assassini e altri criminali. Tornando all’analogia con la città, si può accostarlo ai bassifondi di una metropoli dove è meglio non andare, se non si vogliono fare brutti incontri.
Ma il Dark Web è anche il luogo dove attivisti per i diritti civili e contestatori di regimi autoritari possono incontrarsi senza timore di essere individuati, arrestati e spesso uccisi dagli oppressori contro i quali si battono. E se continuerà il processo di distruzione della privacy in Rete a favore delle grandi multinazionali, probabilmente sarà anche l’unico modo per salvare la libertà dell’umanità dallo strapotere dei bigdata.
Insomma, come sempre non è la tecnologia a definire la moralità di uno strumento, ma l’uso che ne fanno le persone.

Un motore di ricerca per il Dark Web

Tor: strumento del Bene e del Male.

Insieme ai termini Deep e Dark Web, troverai spesso citato anche Tor.

No! Ho scritto Tor, non Thor. Sono spiacente per le ammiratrici dell’affascinante dio del tuono.  😀
Tor è un insieme di tecnologie che permette di navigare sul Dark Web in maniera del tutto anonima, senza quindi che la connessione che effettuiamo sia tracciabile fino al nostro computer o smartphone. Semplificando molto, anche in questo caso non me ne vogliano gli esperti, è qualcosa di simile alle VPN, delle quali vi ho parlato in un precedente articolo, ma sotto steroidi.
Può sembrare tutto molto complicato (e lo è), ma in realtà accedere alla rete Tor è molto semplice: basta scaricare il Tor Browser, una versione di Firefox modificata per collegarsi al dark web e disattivare alcune funzionalità che facilitano l’identificazione del computer o dell’utente. Esistono anche sistemi simili a Whatsapp per inviarsi messaggi, servizi di e-mail anonima, e così via. Anche la porzione di Dark Web raggiungibile tramite Tor ha le sue mappe, i suoi motori di ricerca, ovviamente meno precisi e funzionali di Google. Gli indirizzi dei siti Tor spesso cambiano anche di giorno in giorno.
Non ti porto più avanti nel viaggio: da qui in poi è comunque roba per chi ha uno stomaco forte. Penso sia però sempre utile conoscere tutto quello che c’è nel mondo, che sia reale o virtuale. Come suddetto non tutto è illegale: Tor nasce per garantire la libertà in Rete di tutti, e non è così improbabile che in futuro non saranno solo gli attivisti russi o cinesi ad averne bisogno, ma anche tutti noi.


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